Categoria: Vini italiani

 

Il vino prosecco è una delle eccellenze italiane maggiormente conosciute nel mondo, molto spesso messo a confronto con lo champagne francese. In realtà a questo proposito bisogna fare alcune precisazioni. Tanto per cominciare, il prosecco non è solo spumante. Esiste infatti in tre declinazioni diverse, ovvero fermo, frizzante e, per l’appunto, spumante. La differenza sta nella presenza o meno di bollicine e nella gradazione alcolica. Inoltre il prosecco spumante viene ottenuto tramite un metodo detto Charmat o Martinotti. Lo champagne invece viene ottenuto attraverso un procedimento diverso, molto più lungo, detto champenoise, ed è per questo che spesso è più costoso ed è di conseguenza considerato più pregiato. In realtà, tanto lo champagne che il prosecco sono vini di tipo spumante, quindi la classica dicotomia che viene istituita tra spumante/champagne non è del tutto corretta.

L’origine del prosecco

Il vino prosecco ha origini molto antiche. Si pensa che i vitigni da cui viene ottenuto siano stati coltivati per primi dai Celti e dai Galli, quindi prima della dominazione romana. La zona interessata è dunque il Veneto, dove il vitigno in questione, un tempo era chiamato Pucino dal nome di una località, poi trasformato in Prosecco, sempre dal nome di un paese locale. Oggi il vitigno si chiama Glera, e nonostante che la zona di coltivazione continui ad essere il Friuli Venezia Giulia, le maggiori cantine produttrici di vini prosecco si trovano in Piemonte. Storicamente, infatti, è qui che sono nati alcuni dei marchi tutt’oggi più noti nell’ambito di questa tipologia di vino. Nel 2009 nacque una piccola contesa: i produttori del Veneto chiesero l’assegnazione del marchio DOC (Denominazione di Origine Controllata) per i loro vini, e subito i produttori piemontesi insorsero per essere inclusi nel marchio. Così fu: oggi a tutti gli effetti il vero Prosecco è sia quello prodotto nelle aree in cui viene anche coltivata la glera, sia quello che viene realizzato e imbottigliato in Piemonte.

Le caratteristiche dei vini prosecco

Ma cos’è che fa del prosecco, in tutte e tre le sue declinazioni, un vino tanto apprezzato? Il suo grado alcolico oscilla tra i 9 e gli 11 gradi, quindi è facilmente apprezzabile da tutti. Sia nella versione frizzante, che non, presenta un colore giallo paglierino, o più acceso o più spento, con riflessi dorati. Il suo sapore presenta note fruttate, molto gradevoli al palato, con una nota acidula molto fresca e piacevole. Il vino prosecco si accompagna agli antipasti, è ideale per gli aperitivi e può essere servito insieme a portate a base di pesce. Contrariamente a quello che si crede comunemente, anche il prosecco spumante non ha un’unica identità. Può essere brut, quindi secco, oppure dolce. Questo vuol dire che si adatta ai gusti praticamente di tutti.

Il disciplinare e la diffusione del prosecco

Secondo il disciplinare di produzione del vino prosecco che è stato emanato in concomitanza con l’assegnazione del marchio DOC, non solo il vitigno Glera può essere usato per la sua vinificazione. Il glera deve sempre essere presente in una percentuale di almeno l’85%; possono poi essere aggiunte altre uve autoctone come lo Chardonnay, il Pinot bianco, grigio o nero, la Glera lunga e il Perera, il Verdiso e la Bianchetta trevigiana. Il prosecco iniziò ad avere una più ampia produzione e diffusione a partire dal XVI secolo; risale proprio al Cinquecento la sua denominazione moderna, che fu usata dal poeta Aureliano Acanti (pseudonimo di Valeriano Canati) nel suo componimento Roccolo Ditirambo. Nell’Ottocento poi a Conegliano vennero istituite la Società Enologica, la Scuola di Viticoltura ed Enologia e la Stazione Sperimentale per la Viticoltura e l’ Enologia che contribuirono enormemente all’implementazione delle tecniche di realizzazione del prosecco. Il boom del consumo di prosecco si è però avuto solo in tempi più recenti, a partire dagli anni ’90 del XX secolo. Attualmente producono vino prosecco circa 8000 cantine vitivinicole e 269 case spumantistiche. le bottiglie che ogni anno vengono immesse sul mercato, nazionale ed internazionale, sono 330 milioni di bottiglie. La prima volta in cui le vendite del prosecco hanno superato quelle di champagne in termini di bottiglie vendute è stato nel 2013.

 

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Vinitaly, la più grande kermesse dedicata al mondo dei vini e dei distillati, riapre i battenti dal 10 al 13 aprile 2016. Ad ospitare il Salone Internazionale sarà, come ogni anno, la città di Verona, all’interno della vasta area del suo polo fieristico VeronaFiere. La città è pronta ad accogliere le migliaia di visitatori che arriveranno per assistere e partecipare all’evento.

Ormai giunta alla 50esima edizione, Vinitaly 2016 è sicuramente la Fiera vitivinicola con maggiore impatto mediatico a livello nazionale ed internazionale. Anche quest’anno sono previsti più di 4000 espositori, con operatori provenienti da oltre 100 nazioni diverse. In un settore enologico e vinicolo sempre più in espansione, lo scopo dell’evento mira a narrare la storia, le tradizioni e la cultura di un ogni singolo territorio attraverso le tradizioni legate alla produzione di vini e distillati.

Vinitaly 2016 apre con una particolare dedica a ricordo del piemontese Giacomo Tachis, uno degli enologi italiani più famosi e colti, inventore del celeberrimo Sassicaia. Cultore del vino ed egregio umanista, Tachis in vita ha sempre lottato per abolire i trattamenti chimici sul vino. Secondo il suo pensiero, infatti, la bontà del vino si cela proprio dietro l’amabilità della natura. Questo è il messaggio che la fiera vuole diffondere al suo pubblico. Il produttore di vini deve sempre operare nel rispetto della natura, così da ottenere prodotti genuini e di qualità, simbolo di unicità ed esclusività.

Anche quest’anno, il calendario di Vinitaly 2016 è ricco di eventi di ogni genere. Girando tra i padiglioni, il visitatore potrà partecipare alle rassegne sui molteplici aspetti del vino e sulle ultime novità del settore enologico nazionale ed internazionale. Ci saranno sessioni dedicate alla degustazione e interessanti presentazioni sull’argomento. Saranno presenti i più egregi produttori nazionali ed internazionali di vino, con i loro prodotti di pregio. Il tutto organizzato in più di 80.000 mq di superficie espositiva.

La sezione dedicata a Sol&Agrifood, la Fiera Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità, quest’anno si presenta con una veste completamente nuova, per accontentare le esigenze di ogni genere di visitatore. Riunito sotto un unico marchio Sol e Agrifood Group, l’evento ha lo scopo di promuovere e diffondere la tradizione agroalimentare ed olivicola di tutto il mondo. Gli operatori del settore illustreranno i vari processi produttivi dei singoli alimenti, dalla spremitura dell’olio alla produzione della pasta di grano duro, fino alla realizzazione del miele. Il visitatore potrà conoscere i vari tipi di birra artigianale prodotta nel nostro paese e non solo. Verrà a contatto con insaccati e formaggi di pregio. Potrà assaggiare i migliori aroma di caffè. Tutti prodotti eccelsi, che rendono famosi l’Italia e gli altri Paesi del mondo. Nell’area dedicata al Sol&Agrifood, verranno organizzate anche alcune interessanti lezioni aperte al pubblico, per comprendere il livello qualitativo delle materie prime ed essere in grado di selezionare alimenti di prima scelta. Un connubio tra cibo e tradizioni, che rende la manifestazione estremamente accattivante ed interessante non solo per gli esperti del settore, ma per ogni tipologia di pubblico.

Altro appuntamento proposto in contemporanea a Vinitaly 2016 è Enolitech, il salone delle tecniche per la l’enologia e l’olearia, che accompagna la Fiera Internazionale del vino e dei distillati dal 1998. Sistemato nel padiglione F di VeronaFiere, Enolitech mette a disposizione dei visitatori le ultime novità tecnologiche del settore olistico e vitivinicolo. Gli operatori mostreranno i vari metodi per sviluppare e promuovere la produzione di olio e vino mediante le nuove tecnologie, con accessori e prodotti adatti per la corretta conservazione e degustazione.

La città di Verona, brulicante di cultura e tradizione, è pronta ad accogliere i suoi numerosi ospiti ad un appuntamento che, ormai, si ripete ininterrottamente dal lontano 1967. Una serie di interessanti eventi accompagneranno i visitatori anche al di fuori di Vinitaly. Dal 8 al 11 aprile, il centro storico ospiterà “Vinitaly & the city”, durante il quale verranno offerti agli partecipanti degustazioni e spettacoli di ogni tipo.

Tra tradizione ed innovazione, Vinitaly 2016 è sicuramente uno degli eventi enogastronomici più sentiti a livello nazionale ed internazionale. Grazie alla kermesse, l’Italia può incrementare la diffusione dei suoi prestigiosi prodotti enogastronomici, conquistando i nuovi mercati internazionali, sempre più interessati alla qualità. Allo stesso tempo, la manifestazione consente di entrare in contatto con tradizioni ed usi di altri Paesi, ampliando le conoscenze in una visione di cosmopolitismo e globalizzazione. Un evento unico, capace di avvicinare le diverse culture in una crescita collettiva e comune.

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